Auguri

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Giuseppe Sesto: ecco a voi: “SAFE YOU”

 

Come avevamo annunciato nei giorni scorsi la S.S. Lazio Baseball 1949 sta partecipando a due importanti progetti europei che vedono coinvolti diversi Paesi oltre all’Italia che abbiamo ricevuto l’onore e la responsabilità di rappresentare.

Oggi vi introdurrò brevemente il progetto “Safe You”, uno strumento sorto due anni fa dall’idea di un team di esperti nello studio dell’uso di sostanze dopanti che ha unito le forze con l’obiettivo di fornire un apporto educativo basato sulle evidenze per supportare i giovani dediti ad attività sportive siano esse professionistiche che amatoriali.

La S.S. Lazio BSL 1949 si occuperà di fare “disseminazione” sul territorio italiano del messaggio insito nel progetto ma non solo, infatti saremo la prima e l’unica società sportiva nazionale annoverata tra le fonti qualitative e quantitative delle ricerche che saranno realizzate e poi raccolte nel corso delle diverse fasi di Safe You.

Nei prossimi mesi del prossimo biennio saremo impegnati nella realizzazione di incontri e di interviste che saranno utilizzate dai nostri partner europei come fonte di studio e anche nella realizzazione e diffusione mediatica di articoli stampa sul tema del doping, oltre che nell’opera di devoluzione di materiale informativo e promozionale del progetto che distribuiremo nel corso degli eventi sportivi e in generale in tutte le occasioni alle quali parteciperemo talvolta come organizzatori e talvolta come ospiti.

Che dire oltre? Le aquile del diamante volano alte nei cieli d’Europa, rallegriamoci, esultiamo!

 

 

 

 

Giuseppe Sesto, presidente S.S Lazio Baseball, Softball & Lacrosse 1949 S.S.D a R.L.

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La SS Lazio Bsl 1949 fa il secondo strike in Europa

Ancora una volta la Lazio Bsl rappresenterà l’Italia sportiva in un progetto europeo biennale intitolato: “Sport Whistleblowing of Harmful Irregularities in Sport through Learning & Education”

Ebbene si, dopo la recente ufficializzazione della partecipazione della Lazio Bsl al progetto biennale europeo Safeyou+ possiamo annunciare a pochi giorni di distanza e con non poca soddisfazione di aver conseguito un altra gran bella vittoria in ambito nazionale e internazionale e sul piano del prestigio della prima società basebalistica nata a Roma nel 1949.

Il progetto riguarderà in questa occasione la campagna e lo studio sulle partite truccate, la governance dello sport corrotto e le molestie che rappresentano le persistenti minacce ai all’integrità, alla reputazione, alla tutela del benessere e della dimensione sociale delle competizioni sportive e dello sport professionistico.

Il progetto vedrà il coinvolgimento di sette Stati: ITALIA, BULGARIA, CIPRO, FRANCIA, GRECIA, GERMANIA e REGNO UNITO, e delle seguenti istituzioni:

MAIN APPLICANT

Aristotelio Panepistimio Thessalonikis

(Greece)

PARTNERS

– S.S. Lazio Baseball Softball & Lacrosse 1949 (ITALIA)

– Sheffield Hallam University (UK)

– Universitatea Nationala De Educatie Fizica Si Sport din Bucuresti (BLG)

– International Cyprus Sport Organisation (CPR)

– Astiki Mi Kerdoskopiki Etairia Athlitikis Diafaneias Kai Prost (GRE)

– Institut De Relations Internationales Et Strategiques Iris Ass (FRA)

– Council For Coaching Excellence, Leeds (UK)

– International Council Of Sport Science And Physical Education, Berlin (GER)

 

 

La SS Lazio Bsl 1949 sarà patrocinata da:

 

World Baseball Softball Confederation

Federazione Italiana Baseball e Softball

Macron

Ecc ecc

Nel corso di una conferenza stampa che si terrà nelle prossime settimane in Campidoglio, sul luogo simbolo di Roma, la nostra casa, presenteremo ambedue i progetti a cui ci accingiamo a partecipare sia alle autorità pubbliche e sportive che alla stampa a cui illustreremo nei dettagli i termini del lavoro di cui ci andremo a occupare nello specifico.

Rallegriamoci, esultiamo: la Lazio del presidente Sesto prosegue il suo volo verso l’alto, lassù dove soltanto le aquile osano andare.

Stefano Lesti, responsabile comunicazione SS Lazio Bsl 1949

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La SS Lazio Bsl 1949 batte e corre in Europa

La Lazio Bsl 1949 rappresenterà l’Italia dello sport in un progetto europeo biennale che riguarda la prevenzione e la lotta al Doping dal titolo: “Safeyou+” (Strengthening the Anti-doping fight in Fitness and Exercise in Youth). Il progetto vede come main applicant l’Università greca “Aristotelio Panepistimio” di Thessalonikis (Tessalonica), oltre alla partnership di diverse università e istituzioni importanti:

– Cyprus Sport Organisation (Cipro)

– Kingston University Higher Education Corporation (Regno Unito)

– Sheffield Hallam University (Regno Unito)

– S.S. Lazio Baseball Softball & Lacrosse 1949 (Italia)

– Stiftung Nationale Anti-Doping-Agentur Deutschland (Germania)

– Università degli Studi Di Roma Foro Italico (Italia)

– Universitaet Potsdam (Germania)

 

Il progetto vede quindi il coinvolgimento di cinque Stati: GRECIA, CIPRO, REGNO UNITO, ITALIA, GERMANIA. Fortemente voluti dalla Commissione Europea i progetti proseguono il “SAFE YOU PROJECT” che dato il successo riscosso è stato prorogato per altri due anni, un servizio utile che si rivolge principalmente alle società, ai giovani e agli atleti che praticano lo sport a livelli agonistici e professionali ma anche a chi svolge attività amatoriale, ma non solo.

GIUSEPPE SESTO, Presidente della S.S. Lazio Bsl 1949, è entusiasta:

“Ancora una volta la sponda biancoceleste del Tevere può esultare in ragione di una nuova frontiera che è stata già conquistata dalla S.S. Lazio Generale nel 2015 e che ancora una volta, e che volta, segna un passaggio epocale nel proseguimento del compimento di un destino assoluto che da centodiciassette anni vede il nostro storico dominio nella Capitale.

La S.S. Lazio Bsl 1949 spiccherà per un nuovo volo che dalla Caput Mundi porterà simbolicamente insieme con Noi la Lazio che abbiamo assunto il privilegio ma sopratutto la responsabilità di rappresentare.

In questo lungo viaggio saremo infatti l’unica società sportiva partecipante e andremo in Europa indossando i nostri colori e rappresentando il valore unitario quanto esteso della Lazialità e della lealtà sportiva in un contesto delicato e impegnativo che ci vedrà da oggi in azione oltre che sul diamante anche all’interno della ‘Buona battaglia’ mondiale contro il doping.

Mi farebbe piacere ricordare quanto diceva il nostro presidente Nostini:

amare i colori biancocelesti come simbolo di purezza, amare lo sport per tutto quello che di meraviglioso può dare ai giovani, la voglia di vincere o meglio di superare sé stessi sempre nel più grande rispetto dell’avversario”

Grazie Presidente.

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La SS Lazio Bsl 1949 vola in Europa..

La Lazio Bsl 1949 rappresenterà l’Italia del Baseball in due progetti europei biennali suddivisi in più settori di intervento che riguardano la prevenzione e la lotta al Doping e al Match Fixing dal titolo: “Erasmus+ Sport–Call for Proposals EAC-A04-2015”

Realizzati dall’Università greca “Aristotelio Panepistimio” di Thessalonikis (Tessalonica), che ne è la main applicant, e con la partnership di diverse università e istituzioni oltre alle società sportive, il progetto vede il coinvolgimento di otto Stati: ITALIA, BELGIO, BULGARIA, CIPRO, FRANCIA, GERMANIA, GRECIA, REGNO UNITO DI GRAN BRETAGNA.

Fortemente voluti dalla Commissione Europea i progetti proseguono il “SAFE YOU PROJECT” che dato il successo riscosso è stato prorogato per altri due anni, un servizio utile che si rivolge principalmente alle società, ai giovani e agli atleti che praticano lo sport a livelli agonistici e professionali ma anche a chi svolge attività amatoriale, ma non solo.

GIUSEPPE SESTO, Presidente della SS Lazio Bsl 1949, è entusiasta: “Ancora una volta la sponda biancoceleste del Tevere può esultare in ragione di una nuova frontiera che è stata conquistata dalla Lazio e che ancora una volta, e che volta.., segna un passaggio epocale nel proseguimento del compimento di un destino assoluto che da centodiciassette anni vede il nostro storico dominio nella Capitale.

La Lazio Bsl 1949 spiccherà per un nuovo volo che dalla Caput Mundi porterà simbolicamente insieme con Noi la Lazio, tutto quanto il Sodalizio dal quale abbiamo assunto il privilegio ma sopratutto la responsabilità di rappresentare al meglio delle nostre capacità e possibilità la buona immagine in Europa e nel mondo.

In questo lungo viaggio saremo accompagnati, anzi, sostenuti dall’Aquila che caratterizza la SS Lazio Generale e andremo in Europa indossando i nostri colori e rappresentando il valore unitario quanto esteso della Lazialità e della lealtà sportiva in un contesto delicato e impegnativo che ci vedrà da oggi in azione oltre che sul diamante anche all’interno della ‘Buona battaglia- mondiale contro le piaghe rappresentate dal marcio che si annida all’interno e nei dintorni dello sport che, alimentando tanto dolore e sofferenze sempre più estesi e potenzialmente patologici e endemici, bisogna imparare a considerare di questi tempi altrettanto nocivi e letali dei virus dell’Ebola e dell’Aids se non potenzialmente addirittura più pericolosi.”

 

Il dettaglio dei progetti “Erasmus+ Sport–Call for Proposals EAC-A04-2015”

 

Strengthening the Anti-doping fight in Fitness and Exercise in Youth /

SAFEYOU (Rafforzamento della lotta contro il doping nel fitness e l’esercizio in gioventù / SAFEYOU)

Main applicant (RICHIEDENTE PRINCIPALE)

Aristotelio Panepistimio Thessalonikis

(Greece)

 

Partners

– S.S. Lazio

– Kingston University Higher Education Corporation

– Universitaet Potsdam

– Sheffield Hallam University

– Università degli Studi Di Roma Foro Italico

– Stiftung Nationale Anti-Doping-Agentur Deutschland

– Cyprus Sport Organisation

– European Fitness Association

Finora, la prevenzione dell’uso di doping nello sport e dilettanti di fitness giovani è stato limitato. Il progetto si basa sulla corretta attuazione del progetto e SICURO SI ESPANDE con l’obiettivo di affrontare le esigenze individuate in materia di istruzione antidoping e coinvolgere i partecipanti provenienti da più diversi background, al fine di dare un maggiore impatto sui gruppi destinatari.

Nel complesso, SAFE Volete + a) incorporato soluzioni pedagogiche e tecnologie come l’analisi di casi di apprendimento contemporaneo ed efficace, b) continuare a seguire la filosofia di intervento basato sulla comunità Per garantire che anti-doping istruzione è più significativo e di grande impatto nei gruppi destinatari e c) utilizzerà la tecnologia di comunicazione ben evidenziato-(crowdsourcing) per consentire una migliore e più efficace anti-doping policy-making in dilettanti giovanili e sport di base.

Più in particolare, gli obiettivi del progetto SAFE si sta per:

  1. Adottare un approccio olistico basato sulla comunità di anti-doping nello sport giovanile e amatoriale di base includendo un ampio e diversificato gruppo di utenti finali e le parti interessate (vale a dire, emergente atleti, allenatori e il sostegno personale, personal trainer, psicologi dello sport, così come le organizzazioni che sostengono gli sport libera dalla droga e la salute-oriented) in materia di istruzione anti-doping.
  2. Utilizzare crowdsourcing integrato al discorso pubblico e la conoscenza in materia di istruzione e la politica anti-doping raccomandazioni per una migliore istruzione, inclusiva e antidoping legittimati per amatori gioventù e sport di base.
  3. Utilizzare ICT Per fornire informazioni facilmente accessibili e digeribile sulla comunemente usato ed emergenti PAES in formato app in linea / mobile.
  4. Attivare un migliore processo decisionale e di definizione degli obiettivi tra i giovani si allenano “pulite” e gli atleti, insegnando loro come a resistere alle tentazioni ed evitare l’uso di doping.
  5. Trasforma e valutare l’educazione anti-doping ICT-based utilizzando apprendimento attivo contemporanea e metodologie e pedagogie l’analisi di casi.

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Sport Whistleblowing of Harmful Irregularities in Sport through

 

Learning & Education (WHISTLE) (Sport Whistleblowing di irregolarità nocive nello sport attraverso il Learning & Education (fischio))

MAIN APPLICANT (RICHIEDENTE PRINCIPALE)

Aristotelio Panepistimio Thessalonikis

(Greece)

PARTNERS

– S.S. Lazio BSL 1949

– Sheffield Hallam University

– Universitatea Nationala De Educatie Fizica Si Sport

– Cyprus Sport Organisation

– Astiki Mi Kerdoskopiki Etairia Athlitikis Diafaneias Kai Prost

– Institut De Relations Internationales Et Strategiques Iris Ass

– International Council For Coaching Excellence

– International Council Of Sport Science And Physical Education

 

Doping, le partite truccate, la governance dello sport corrotto e molestie rappresentano le persistenti minacce ai all’integrità, alla reputazione e sociale dimensione del benessere delle competizioni sportive e sport professionistico sono attività illegali con un dimensione internazionale, ed è direttamente collegato alle organizzazioni criminali di riciclaggio di denaro, mercati neri droghe illegali il commercio, il gioco d’azzardo illegale e le reti criminali sfruttano il gioco d’azzardo non regolamentata e mercati del commercio di droga sportive illegali.

Il progetto Sport Fischietto ha lo scopo di:

  1. Consapevole, informare e attivare gli atleti e le parti interessate a riconoscere irregolarità nocive nello sport di resistere e di riferire con l’introduzione di una legislazione completa informatore.
  2. Proteggere coloro che parlano fuori, e garantire che le loro richieste, sono oggetto di indagini.
  3. incoraggiare le imprese sportive e pro club, enti sportivi pubblici e le federazioni sportive senza scopo di lucro, i sindacati e le organizzazioni di introdurre sistemi di compliance e meccanismi di reporting interno.
  4. Fornire educazione sportiva pubblica a de-stigmatizzare la sportiva di denuncia, in modo che tutte le persone coinvolte nello sport da qualsiasi posizione, capire come, la divulgazione illeciti, a beneficio della comunità sportiva e lo sport bene pubblico.
  5. Identificare le tendenze nello sport whistleblowing e segnalazione delle irregolarità sportive in particolare per il doping, la frode, la corruzione, manipolato illegale scommesse sportive legato con delle partite truccate discorso di evento sportivo, e visualizzazioni pubbliche su scala massiccia analizzando i dati pubblici e aperti di social media.
  6. Sviluppare uno strumento di formazione, con più servi sportive pubbliche e le parti interessate dello sport, nel campo della pubblica e settore sportivo privato, che aumenteranno la loro consapevolezza di riconoscere – resistere e reporting in diversi tipi e livelli di sport.
  7. Sviluppare raccomandazioni politiche dello sport per guidare ulteriormente l’istruzione e la formazione dei funzionari pubblici dello sport, dello sport e le parti interessate delle industrie del settore sport e sportive autonome, circa l’istituzione di sistemi di sport di denuncia e di conformità dello sport.

SCHEDA

MAIN APPLICANT: University Aristotelio Panepistimio Thessalonikis (GRECIA)

ISTITUZIONI:

Council For Coaching Excellence, Leeds (UK)

Diafaneias Kai Prost (GRE)

European Fitness Association, Bruxelles (BEL)

International Cyprus Sport Organisation (CPR)

International Council Of Sport Science And Physical Education, Berlin (GER)

Institut De Relations Internationales Et Strategiques Iris Ass (FRA)

Sport Organisation – Astiki Mi Kerdoskopiki Etairia Athlitikis (GRE)

Stiftung Nationale Anti-Doping – Agentur Deutschland (GER)

SOCIETÀ SPORTIVE:

SS Lazio Bsl 1949 (ITA)

UNIVERSITÀ:

Università La Sapienza di Roma (ITA)

Università dello Sport e delle Scienze motorie Foro Italico (ITA)

Università degli Studi di Roma Foro Italico (ITA)

Kingston University Higher Education Corporation, London (UK)

Sheffield Hallam University (UK)

Universitaet di Potsdam (GER)

Universitatea Nationala De Educatie Fizica Si Sport din Bucuresti (BLG)

 

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Stefano Lesti, responsabile comunicazione SS Lazio Bsl 1949

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Festa di Fine stagione 2017

La Lazio Bsl 1949 festeggia la fine della stagione delle categorie giovanili con una festa a bordo piscina organizzata nella splendida cornice della costa di Fregene da Presidente Giuseppe Sesto.

Alla presenza dei dirigenti, degli atleti e delle famiglie al seguito abbiamo voluto implementare l’evento proseguendo con le nostre attività sociali, in particolare la campagna europea: “Safe You+”, che ci vede tutti impegnati nella lotta all’uso di doping nello sport.

 

Nel corso della serata si sono esibite le giovani e giovanissime ballerine della Scuola XXX che davanti al pubblico hanno ballato a tempo di Hip Hop.

Simpatico siparietto del patron di Lazio Bsl Sesto, impegnato tutta la sera al mixer audio, che ha palesato oltre al consuento stile anche un discreto gusto musicale composto sia da un’ampia conoscenza musicale che da un udito sopraffino.

 

S.L.

 

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Doping e mass media

 

Se è vero com’è vero che la conoscenza rappresenti la prima forma della libertà è altrettanto assodato che senza una corretta informazione cadiamo chi più e chi meno in preda alle diverse forme di schiavitù, sciacciati e sottoposti o a chi per calcolo e mero profitto decide cosa farci sapere e cosa no, cosa dirci e sopratutto, a seconda degli scopi prefissi, in quale modo e maniera dircelo.

 

In sintesi, se nessuno di dicesse e ti dimostrasse che il doping ti avvelena ti doperesti anche tu pensando ingenuamente che il doping faccia bene, magari solo per farti una passeggiata al parco e non sentire il peso degli anni.

 

Appare del tutto evidente quindi che l’informazione e in prima istanza la sua indipendenza assumono un valore e un ruolo principale assoluto che riguarda il quadro generale relativo all’annosa battaglia prodotta contro l’uso di doping da parte dell’intera società civile, oltre che, mele marce a parte, dell’intero mondo sportivo.

 

Come però ci insegnano da millenni filosofi e sapienti dentro ogni cosa creata e esistente c’è un dualismo insito, caratterizzato da una sorta di contemporanea doppia e contrastante presenza del bene e del male.

 

Così, come ricordano i colori del bianco e nero del Tao orientale, il male, l’altra faccia della medaglia relativa dai media di massa deriva dall’aver tanto esacerbato e spettacolarizzato certi sport che in alcuni di essi il doping sembrerebbe essere diventato “quasi del tutto necessario se non addirittura sistematico”. A dirlo sono stati diversi ex atleti chi accusato e chi radiato per uso di doping, oltre alle sentenze dei tribunali non solo italiani.

 

Come ciò sia stato possibile e come possa esserlo ancora oggi è presto spiegato, infatti ci vuole poco a tacere al mondo intero una notizia quando le voci di chi racconta quel che accade vengono zittite e screditate, o comunque impedite. Il doping nello sport è una piaga sociale in quanto investe e colpisce un gran numero di persone, sopratutto i giovani che, inesperti e ingenui, spesso creduloni, si fidano di chi consiglia loro l’uso di farmaci e pratiche opposte ai valori sia dello sport che degli ordinamenti giuridici di diversi Paesi e federazioni sportive.

 

Il recente caso del ciclista quattordicenne colpito da severissime pene dopo essere risultato positivo all’esame delle urine, pene inflitte dagli organi del Coni su esplicita raccomandazione e richiesta dalla Procura della Repubblica responsabile, rende chiara la situazione attuale nel nostro Paese.

 

Se i giornalisti non avessero denunciato il fatto chi lo avrebbe mai potuto sapere? Chi avrebbe preso provvedimenti severi se si fosse sentito libero di agire in barba alle regole e operando di nascosto, forse al fine di negare l’evidenza, avrebbe potuto trarre guadagno in un modo o nell’altro?

 

Ci sono alcuni Paesi esteri dove fare la lotta al doping è meno conveniente che tollerarne l’uso, addirittura ve ne erano o probabilmente ve ne sono ancora altri in cui il doping fa parte integrante del sistema nazionale sportivo.

 

Cosa potremmo fare di altro noi media se non tenere sott’occhio il panorama per denunciare il marcio al proprio interno?

 

Cosa potremmo noi società sportive se non darci da fare in tal senso altrettanto? E cosa invece potrebbero gli atleti e gli appassionati? Cosa fanno le Istituzioni pubbliche e sportive? Come stiamo affrontando questo cancro all’interno del mondo dello sport? Noi di Lazio Bsl combattiamo

 

Cosa altro fare da parte di una società sportiva e degli atleti se non informarsi da una parte e informare a loro e nostra volta dall’altra tutti gli altri al di fuori del nostro giardino fiorito.

 

Pltre a chiudere ogni porta di fronte a possibili seduzioni derivanti dalla inverosimile ambizione di poter accrescere le proprie capacità e potenza fisica, e di ottenere trofei e medaglie non solo forzando la natura quanto assumendo veri e propri veleni che, come abbiamo purtroppo già visto spesso, conducono atleti e ex atleti a morti premature quasi sempre dovute a tumori e a sindromi varie che ti uccidono lentamente e inesorabilmente attaccando i tuoi organi interni senza concederti alcuna possibilità di scampo.

 

Cosa fanno in tal senso i dottori e i medici? Il loro ruolo all’interno della battaglia clntro il doping è similmente importante a quello svolto esesercitato sia dai mass media che dai liberi comunicatori, anzi, lo è molto di più di quello dei telegiornali nazionali e dei singoli giornalisti, perchè sui medici ricade la principale responsabilità nel bene e nel male sull’uso o meno di doping, così come sulla prevenzione e sopratutto sulla repressione di questo fenomeno sempre più incombente e tentacolare.

 

Purtroppo, va detto anche se non enfatizzato e calcato più di tanto che un po come quella dei media anche la loro funzione risulta essere stata e potenzialmente esserlo a tutt’oggi assai ambigua. Tra loro ce ne sono stati in passato che non solo consigliavano agli atleti di doparsi ma, peggio ancora, non li mettevano nemmeno in guardia dai rischi che stavano correndo.

 

Responsabilità pesanti di fronte alle quali nessuno può più fare finta di niente, sopratutto i governanti e i Parlamenti che dovrebbero finalmente mettere in piedi leggi che fossero in grado di arginare, isolare e poi spazzare via per sempre il doping dal globo terracqueo. Peccato che la criminalità col doping ci guadagni più che con i proventi dal traffico di droga e di armi che in base alle statistiche è in testa ai loro chiamiamoli business.

 

Il doping? Per me è no!

 

 

Stefano Lesti,

giornalista free lance e responsabile della comunicazione S.S. Lazio Bsl 1949

 

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Doping: le motivazioni che ti fanno cadere in trappola.

Come avrai visto, tutti noi della S.S. Lazio Baseball Softball & Lacrosse 1949 diciamo “NO AL DOPING!

Un “NO” che oggi risuona ancora più forte, perché scandito non solo dai valori morali e sportivi che ci animano ma anche dalla partecipazione nel progetto Safeyou+, cofinanziato dalla commissione europea ed Earsmus+.

Nell’ultimo articolo abbiamo affrontato, da un punto di vista psicologico, la prima tappa del tema doping.

Abbiamo chiarito come partire dalla propria motivazione sia un elemento decisivo per comprendere cosa spinge un atleta alla pratica del proprio sport.

Oggi approfondiamo le cause più frequenti che stimolano gli atleti all’uso di sostanze dopanti.

Per rientrare nel vivo del tema ti faccio una domanda.

 

Perché, secondo te, un atleta ricorre al doping?

Elenca i primi 3 motivi che ti vengono in mente.

  1. ………………………………………………
  2. ………………………………………………
  3. ………………………………………………

 

Normalmente si identificano 3 principali categorie di motivazioni: le cause psicologiche ed emotive, quelle di natura psicofisiologica e le cause sociali.

 

  1. Cause psicologiche ed emotive.
  • Paura di fallire.
  • Insicurezza circa le proprie abilità.
  • Ricerca della perfezione psico-fisica ai limiti della realtà.
  • Bassa autostima, cioè poca fiducia verso se stessi.
  • Desiderio di ottenere fama e successo in tempi brevi.
  • Voler ottenere i risultati in poco tempo.

Essere all’altezza di un proprio modello o sentirsi in dovere di corrispondere all’ideale che genitori, amici e allenatori dipingono di noi, sono la causa che porta un’atleta ad affidarsi a rimedi esterni da sé.

 

  1. Cause psicofisiologiche.
  • Affrontare il dolore fisico, controllarlo o abbassarlo.
  • Comprimere i tempi di ripresa da un infortunio.
  • Aumentare la propria energia.
  • Controllare il proprio peso.

Ognuno di questi punti è di legittima ricerca per un atleta o uno sportivo ma l’affidarsi a rimedi esterni, oltre al danno che l’uso prolungato comporta, significa spostare il problema dall’interno all’esterno di sé.

Affidarsi ad antinfiammatori, antidolorifici e narcotici al fine di ottenere presto un risultato di recupero della propria forma fisica diventa, spesso, l’obiettivo principale di un atleta sostituendo la ricerca di una ripresa funzionale e rapportata alle proprie caratteristiche e capacità.

 

  1. Cause sociali.

In questo caso è l’ambiente in cui l’atleta è immerso ad esercitare una grande influenza capace di confonderlo e allontanarlo dai suoi obiettivi.

I compagni di squadra o di allenamento, gli sponsor, l’allenatore, lo staff tecnico o il modello di atleti di alto livello che, avvalendosi di sostanze dopanti, hanno raggiunto risultati di successo in poco tempo ne sono un esempio. Ne deriva quindi un desiderio di raggiungere elevati standard a prescindere dalla propria condizione fisica e psicologica. Il raggiungimento del risultato e del successo a qualsiasi costo diventa centrale, mettendo in secondo piano la propria individualità. Sentirsi all’altezza dei compagni o degli avversari, desiderare di integrarsi nel gruppo uniformandosi ai valori dominanti crea i presupposti per correre verso qualcosa che è al di fuori e, spesso, distante dai propri valori.

 

Quali alternative al doping?

Un buon programma di allenamento mentale può fare la differenza accompagnando ogni atleta verso la conoscenza di sé e la ricerca del proprio miglioramento.

Purtroppo come in molti altri ambiti, c’è poca prevenzione verso il fenomeno del doping. Piuttosto, la rincorsa verso l’utilizzo di sostanze esterne alle quali affidare il proprio successo, la riduzione del dolore o la somiglianza verso un modello vincente conferma quanto la logica dell’immediato, che si manifesta in modo prepotente nella nostra società, fa oscurare tutta la ricchezza di un lavoro autentico e leale verso se stessi. E verso gli altri.

 

 Dott.ssa Francesca Giambalvo – Psicologa, consulente in psicologia dello sport

 

www.francescagiambalvo.it

 

  • Lucidi (a cura di) Sportivamente. Temi di psicologia dello sport. LED Edizioni Universitarie (2011)

ü D. Spinelli (a cura di) Psicologia dello sport e del movimento umano. Zanichelli (2002)

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SS LAZIO BASEBALL E CALI INSIEME CONTRO IL “WHISTLEBLOWING”

Si è svolto sabato scorso ad Acilia, sul campo del Cali Roma, un incontro formativo e informativo sul tema del Whistleblowing, organizzato dalla S.S. Lazio Baseball insieme al Cali Roma all’interno di un progetto europeo molto importante.

 

Tra i partecipanti le ragazze del softball del Cali che hanno risposto a un questionario e discusso sul tema che è stato introdotto e moderato da Stefano Lesti, il responsabile della comunicazione della S.S. Lazio Baseball 1949, ritratto nella foto.

Il whistleblowing nello sport è un tema di grande attualità e riguarda, in sintesi, il doping, le partite truccate, la governance dello sport corrotto e le molestie che rappresentano le persistenti minacce sia verso atleti, dirigenti e arbitri, che al contempo all’integrità, alla reputazione e alla dimensione sociale del benessere delle competizioni sportive, sia a livello professionistico e dilettantistico che amatoriale.

Il progetto vuole creare consapevolezza, informare e attivare le società, gli atleti e tutte le parti interessate a riconoscere irregolarità nocive nello sport al fine di resistere e di riferire ma, soprattutto, allo scopo di produrre materiale utile all’introduzione di una legislazione completa che, a oggi, è in corso di studio.
E inoltre:
– Proteggere coloro che denunciano e garantire che le loro segnalazioni possano diventare oggetto di indagini;
– Incoraggiare le società sportive, i clubs, gli enti sportivi pubblici, le federazioni, i sindacati e le organizzazioni a introdurre sistemi di compliance e meccanismi di reporting interno;
– Fornire educazione sportiva pubblica utile a de-stigmatizzare la denuncia in modo che tutte le persone coinvolte nello sport da qualsiasi posizione siano portate ad agire a beneficio della comunità sportiva dello sport visto come bene pubblico, oltre che per tutelare sè stessi e la propria integrità psico-fisica;
– Identificare le tendenze nello sport del whistleblowing per favorire segnalazioni riguardo le irregolarità sportive in particolare per il doping, la frode, la corruzione, la manipolazione illegale, le scommesse sportive e le partite truccate;
– Sviluppare uno strumento di formazione che coinvolga società sportive, istituzioni pubbliche, mass media e le parti interessate dello sport per aumentare la loro consapevolezza di riconoscere e dunque darsi da fare per non cedere alle seduzioni del male;
– Sviluppare raccomandazioni politiche nello sport per guidare ulteriormente l’istruzione e la formazione dei funzionari pubblici dello sport e le parti interessate delle industrie del settore sportivo circa l’istituzione di sistemi di denuncia e di conformità riguardo i valori umanistici insisti nello sport.

WHISTLEBLOWING PROJECT CO-FUNDED BY THE ERASMUS + PROGRAMME OF THE EUROPEAN UNION
MAIN APPLICANT (COORDINATORE PRINCIPALE)
Università Aristotelio Panepistimio Thessalonikis
(Greece)

PARTNERS
– S.S. Lazio Baseball 1949
– Sheffield Hallam University
– Universitatea Nationala De Educatie Fizica Si Sport
– Cyprus Sport Organisation
– Astiki Mi Kerdoskopiki Etairia Athlitikis Diafaneias Kai
Prost
– Institut De Relations Internationales Et Strategiques Iris Ass
– International Council For Coaching Excellence
– International Council Of Sport Science And Physical Education

Stefano Lesti

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LA CAMPAGNA DI INFORMAZIONE DI S.S. LAZIO BASEBALL 1949 CONTRO LE SCORRETTEZZE NELLO SPORT

Di Stefano Lesti – Sminuire la presenza del whistleblowing (scorrettezze, corruzione e comportamenti illeciti) nello sport e negare la sua pratica spesso sistematica equivale a renderci un po’ tutti quanti complici attivi o passivi di un crimine che portando a ignorare il problema dunque lo legittima di conseguenza.

Parlarne, denunciarlo, combatterlo e prevenirlo in ogni modo e in ogni occasione è a nostro avviso il dovere primario sia nostro di mass media e persone di sport che di ogni società sportiva poichè bisogna garantire che lo sport e la sua stessa dignità siano sempre manifestati, espressi e praticati solamente attraverso l’esercizio di attività sane e pulite.

Attività fondate e svolte nel rispetto reciproco quanto composte da momenti di socializzazione, di confronto e di sfida esclusivamente all’insegna della gioia, della condivisione, del sudore e della fatica scandite dall’impegno quotidiano e responsabile.

Oltre che dalla determinazione e costanza del sacrificio che al contrario del whistleblowing così come del doping, che ad ogni modo equivale soltanto alla punta dell’iceberg fanno male e ti possono finanche uccidere sapendo che presto o tardi sacrifici e allenamenti ti ripagheranno di ogni sforzo profuso, e comunque se non in termini di risultati sopratutto di salute quanto di dignità e onore.

Ricorrere all’uso delle scorrettezze va infatti guardato come una sconfitta sia personale per ogni atleta o anche per semplici amatori che per una intera squadra, società e federazione sportiva.

Il whistleblowing praticato e/o non denunciato nello sport è palesemente soltanto un grande imbroglio e quindi va percepito, considerato e insegnato moralmente e eticamente in special modo ai giovani per quello che è: vale a dire una vera e propria truffa perchè vincere o comunque alterare le prestazioni al di là delle proprie potenzialità psicofisiche equivale a rubare la vittoria a chi si è invece comportato in maniera corretta e ha rispettato le regole.

STEFANO LESTI, RESPONSABILE COMUNICAZIONE S.S LAZIO BASEBALL 1949

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